
Da sabato 7, a Lunedì 9 Marzo si sono tenuti a Bitritto in provincia di Bari, una serie di eventi di informazione e sensibilizzazione contro la violenza sulle donne, nella cornice della manifestazione MAI BANDIERA BIANCA.
L’iniziativa è stata patrocinata dal Comune e dal Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Per la giornata centrale di Domenica 8 Marzo, il programma ha previsto la presentazione di tecniche di autodifesa e gestione delle emozioni curate e presentate dall’associazione Daishi Kempo Kai di Bari che ha messo in campo alle ore 11.00 le instancabili Mstre Flora
Salerno e Mariella Foggetti.
Avendo libertà organizzativa, si è impostata la manifestazione non solo come dimostrazione delle tecniche di combattimento e autodifesa, ma anche affrontando la tematica da una prospettiva più ampia, con approfondimenti di natura medico-scientifica ed educativa-psicologica, evidenziando
subito che praticare le arti marziali “sane” come il Kempo Dankan, non si traduce nell’imparare meccanicamente tecniche di difesa, ma nell’intraprendere un iter di crescita, prima psicologico e poi fisico, capace di riscoprire e consolidare se stessi, acquisire autocontrollo emozionale davanti alle minacce di qualsivoglia natura, dalla violenza sulle donne alle aggressioni verbali, alle violenze domestiche e al bullismo. Nel pieno spirito di Scuola ognuno ha dato contributo attivo partecipando come esibitore o come responsabile audio-video, o relatore, con maggiore rilievo al ruolo femminile nella parte di difesa e relazionale, per rientrare nel tema della manifestazione.
La ratio è stata illustrare il percorso di crescita dell’atleta, il ruolo dei kata con difficoltà crescente nell’assimilazione delle tecniche con meccanismo ripetitivo.
L’evento è proseguito con un intervento sulla natura e ruolo delle emozioni, illustrando il sistema limbico, sede di loro formazione, in particolare dell’amigdala, dalla quale originano paura, ansia, rabbia, piacere,
ovvero risposte emozionali istintive a stimoli sensoriali forti con la capacità dell’allenamento marziale di innalzare la soglia di attivazione, con la conseguente maggiore capacità di lucidità nelle situazioni forte stress o pericolo, come da fonti scientifiche.
A dimostrazione di quanto spiegato, al pubblico, è stato illustrato il Kumite nelle sue varie forme kihon e libero. Quindi, entrando nel cuore dell’argomento, si è parlato dei ruoli di aggressore e vittima nel contesto della violenza, sottolineando i danni sociocomportamentali e psicologici conseguenti e
come la pratica marziale in questo contesto può aiutare in un programma adeguato di recupero, sia la vittima a ricostruire la sua identità e dignità, sia l’aggressore a gestire la rabbia e le frustrazioni represse.
Le applicazioni sono proseguite con la difesa personale da mazza e da coltello, e dal bu kumite con ken, bo e sai.
Nelle conclusioni si è cercato di fare una panoramica generale, con esempi ed esperienze personali, sottolineando come la crescita marziale è affiancata dalla maturazione di una consapevolezza di sé, resilienza ed equilibrio emozionale, che sfociano nell’acquisizione di competenza emotiva, capacità
di affrontare le difficoltà con determinazione e coraggio, gestire le proprie emozioni a proprio vantaggio: tutti obiettivi che non si raggiungono in solitaria, ma insieme al gruppo, nel contesto Scuola, sotto la guida del Maestro e il sostegno degli altri atleti.

