Stress, scudi sociale e Kempo Dankan

Kempo Dankan - Waza Taiso

Nel Kempo Dankan gli insegnamenti del Maestro vengano trasmessi “a catena” dai più anziani di cintura verso i meno anziani (di cintura). Oltre a rafforzare la trasmissione tecnica, tale approccio didattico ha profondi risvolti pedagogici, sociali e motivazionali. Dopo poche settimane o mesi di pratica, l’insegnamento non viene più solo ricevuto ma anche trasmesso da parte del praticante. Si cresce nell’ottica che per ricevere si debba anche dare e questo contribuisce ad instaurare un clima di fiducia all’interno del dojo. 

Un recente articolo pubblicato sulla rivista Le Scienze, ci offre l’opportunità di soffermarci  sull’importanza dello “stare assieme” ed anche su quanto il Kempo Dankan possa esser utile per sviluppare la capacità di contribuire a svilupare un ambiente positivo attorno a sé.

L’articolo si intitola: Situazioni di stress: meglio non affrontarle da soli ed è consultabile all’indirizzo: https://www.lescienze.it/comunicati-stampa/2026/02/16/news/situazioni_di_stress_meglio_non_affrontarle_da_soli-21214043/

L’articolo descrive un recente studio italiano su come le veloci contrazioni muscolari che seguono un rumore improvviso, percepito istintivamente come pericolo, cambino a seconda del contesto sociale in cui ci si trovi. Lo studio evidenzia come, per il cervello, il livello di reattività sia molto più alto in un ambiente isolato di quanto non succeda in un ambiente condiviso con altre persone. 

Istintivamente, nello stare da soli, il nostro cervello entra in una sorta di modalità di allerta perchè sa di poter contare solo su sé stesso. Questo stato di allerta prolungato nel tempo è portatore di stress e richiede maggiori risorse sia a livello cognitivo che metabolico. Al contrario, il solo esser con gli altri viene percepito dal cervello come una fonte di sicurezza, una sorta di “scudo sociale” che consente al cervello di ottimizzare le risorse e anche le risposte a ciò che potrebbe esser avvertito come pericolo.

La reazione umana psico-fisiologica alle situazioni stressanti è quindi condizionata dall’ambiente sociale in cui ci si trova. In altre pagine di questo sito abbiamo già descritto come la pratica ginnico – marziale del Kempo Dankan possa aiutare molto nella riduzione dello stress. Qui, invece, ci soffermiamo brevemente su come il Kempo Dankan possa contribuire a ridurre lo stress in maniera “indiretta” dandoci degli  strumenti per migliorare l’ambiente sociale in cui ci troviamo.

Il Kempo Dankan tramite la tecnica d’insegnamento, accennata nel primo paragrafo, ed il valore che attribuisce al concetto di “Scuola”, permette al praticante di sviluppare e/o affinare una mentalità aperta all’”altro”ed allo stare insieme con l’”altro”. Infatti, attraverso il ricevere ed il trasmettere l’insegnamento, sul tatami ci si allena ad essere collaborativi (e quindi a lavorare con gli altri per la crescita del gruppo) e cooperativi (cioè a supportarsi reciprocamente mentre si perseguono obiettivi separati). 

Far proprie queste due capacità (l’esser collaborativo e cooperativo) permette di contribuire a rendere i vari ambienti sociali della propria vita sempre più degli “scudi sociali”, a prescindere se siano ambienti in cui ci si conosce bene, e in cui esiste una stretta relazione tra un membro e l’altro, o se trattasi di ambienti nei quali c’è una distanza  o meno familiarità tra un membro e un altro membro.

Fonte: Articolo scritto dal MºAdriano Francescangeli